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Far progredire la conoscenza, insieme

La sindrome di Dias-Logan (BCL11A-IDD) è ancora poco documentata.

Di fronte alla scarsità di informazioni disponibili, la nostra associazione ha creato un questionario rivolto alle famiglie interessate, con l’obiettivo di comprendere meglio i percorsi, i sintomi e le realtà della vita quotidiana.

Questi dati vengono raccolti nell’ambito dell’attività associativa.

Ci permettono di individuare gli aspetti comuni, le differenze e i bisogni espressi dalle famiglie.

Ogni partecipazione contribuisce ad arricchire la nostra conoscenza collettiva della sindrome.

Où en sommes-nous?

Dove siamo oggi?

Oggi, la nostra iniziativa ha contribuito a riunire una comunità internazionale di famiglie coinvolte dalla sindrome di Dias-Logan (BCL11A-IDD).

Più di 70 famiglie hanno già partecipato al nostro questionario associativo.

Le loro risposte ci aiutano a individuare meglio i punti in comune, le differenze e la diversità delle esperienze vissute dalle famiglie.

Questo percorso continua a crescere con ogni nuova partecipazione.
Più famiglie partecipano, più chiara e completa diventa la nostra comprensione della realtà quotidiana legata alla sindrome.

Osservazioni iniziali

Premières observations

I primi contributi stanno già rivelando alcune tendenze osservate nelle esperienze dei pazienti e delle loro famiglie.

Questi elementi derivano da dichiarazioni volontarie e non costituiscono, in questa fase, uno studio clinico.

Analisi indipendente basata sui dati attualmente raccolti da 69 pazienti, condotta da Virginie e Alexis.

Gli elementi qui presentati costituiscono parte di un lavoro in corso.

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Questi elementi forniscono una panoramica delle manifestazioni più frequentemente segnalate, riflettendo al contempo la diversità delle situazioni.

Queste osservazioni iniziali mettono in luce una serie di manifestazioni frequenti, tra cui deficit di attenzione, difficoltà motorie, ansia e problemi comportamentali.

Ipotonia, disturbi del linguaggio e caratteristiche suggestive di disturbi dello spettro autistico vengono regolarmente segnalati dalle famiglie.

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Questo grafico evidenzia le aree che rimangono le più difficili nella vita quotidiana dei pazienti, nonostante il tempo e il supporto profusi.

Le difficoltà che persistono riguardano principalmente l'attenzione e la concentrazione, la comunicazione e il comportamento.

Anche l'autonomia e gli aspetti sensoriali risultano essere aree frequentemente interessate nella vita quotidiana.

I dati disponibili possono essere utilizzati per illustrare la distribuzione dei livelli di disabilità intellettiva, laddove questa sia nota.

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I dati disponibili mostrano un'ampia variabilità nei profili, con la maggior parte delle situazioni che rientrano in forme moderate.

Questi risultati vanno interpretati con cautela, poiché alcune situazioni sono ancora in fase di valutazione o non vengono segnalate.

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Nonostante le difficoltà riscontrate, molti settori mostrano anche progressi nel tempo.

Questi risultati evidenziano il potenziale di miglioramento nei pazienti, in particolare per quanto riguarda le capacità comunicative e motorie.

Sottolineano l'importanza di un supporto tempestivo e adeguato.

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I dati raccolti permettono inoltre di individuare le misure di sostegno più frequentemente adottate.

Il supporto offerto è vario e spesso combinato, con un ruolo centrale per la logopedia, il supporto educativo e le terapie motorie.

Un approccio multidisciplinare appare essenziale.

Lettura complessiva dei dati

Lecture globale des données

Un'analisi basata sui dati attualmente raccolti da 69 pazienti, condotta da Virginie e Alexis, che offre una visione concreta della realtà quotidiana della sindrome di Dias-Logan.

Questi elementi fanno parte di un approccio più ampio che è attualmente in fase di strutturazione.

I dati raccolti dalle famiglie contribuiscono a comprendere meglio la realtà quotidiana della sindrome di Dias-Logan.

Essi evidenziano un profilo neuroevolutivo complessivo, in cui diverse aree sono interessate simultaneamente, con una predominanza di difficoltà di attenzione, comunicazione e comportamento.

Ipotonia e affaticamento risultano essere elementi frequentemente riportati, con un impatto significativo sulla vita quotidiana dei pazienti, in particolare sulla resistenza, sulle capacità motorie e sulla capacità di attenzione.

Queste difficoltà sembrano essere centrali:

Sono entrambe caratteristiche che si osservano molto frequentemente e che persistono maggiormente nel tempo.

Tuttavia, questi risultati mostrano anche una dinamica essenziale: l'evoluzione è possibile.

Sono stati segnalati progressi, in particolare nei seguenti ambiti:

  • Comunicazione

  • abilità motorie

  • Autonomia

Questi miglioramenti mettono in luce il ruolo chiave:

  • Tempo

  • Esperienze di apprendimento

  • E un supporto adeguato

Le misure di sostegno messe in atto rispecchiano direttamente i bisogni individuati.

La logopedia, la terapia occupazionale, la terapia psicomotoria e il supporto educativo svolgono un ruolo centrale nel percorso di cura dei pazienti.

Queste misure di supporto sono tanto più essenziali di fronte a fattori come l'ipotonia e la stanchezza, che possono limitare le capacità di apprendimento e richiedere adattamenti specifici.

Oggi, costituiscono leve essenziali per sostenere lo sviluppo e promuovere il progresso.

Questi dati mettono inoltre in luce la diversità delle situazioni.

Il livello di disabilità intellettiva, le modalità di comunicazione, l'autonomia e i percorsi di vita variano da paziente a paziente.

Non esiste un profilo unico, ma una notevole variabilità, che richiede un approccio individualizzato.

Infine, questi risultati devono essere interpretati con cautela.

Si basano su dati auto-dichiarati, tra cui:

  • Pazienti ancora giovani

  • Valutazioni talvolta in corso

  • E percorsi di carriera in continua evoluzione

Insomma

Questi dati non definiscono i pazienti.

Ci permettono di comprenderli meglio.

Offrono una visione completa della sindrome, evidenziando le sfide...

ma anche la capacità di evoluzione.

Sottolineano inoltre che alcuni fattori, come l'ipotonia e la stanchezza, influenzano fortemente la vita quotidiana e richiedono un'attenzione particolare nell'ambito del supporto.

Ogni viaggio è unico.

Pubblicazioni scientifiche

Publications scientifiques

Questa pagina raccoglie una selezione di pubblicazioni scientifiche relative alla sindrome di Dias-Logan / BCL11A-IDD.

Il nostro obiettivo è rendere questo lavoro più accessibile alle famiglie, fornendo un riassunto chiaro e un link alla fonte originale per ogni pubblicazione.

Studia Angela Peron, Cristina Dias
e altri

1993-2019

Riepilogo:

La disabilità intellettiva correlata al gene BCL11A-IDD si manifesta con ritardo dello sviluppo, ipotonia, microcefalia e problemi comportamentali, talvolta associati ad autismo o epilessia.

La diagnosi si basa sull'identificazione di una mutazione genetica del gene BCL11A in un paziente che presenta segni clinici suggestivi.

Il trattamento è principalmente sintomatico, con monitoraggio regolare e supporto adeguato, e la malattia è il più delle volte dovuta a una mutazione de novo.

Studia Angela Peron, Cristina Dias
e altri

2019

Riepilogo:

La disabilità intellettiva correlata al gene BCL11A si manifesta con ritardo dello sviluppo, ipotonia, microcefalia, disturbi comportamentali e persistenza dell'emoglobina fetale.

La diagnosi si basa su un test genetico che identifica una mutazione nel gene, spesso di nuova insorgenza.

La gestione è sintomatica con controlli regolari e la prognosi è generalmente compatibile con la sopravvivenza fino all'età adulta.

Studio di Cristina Dias
et al. Am J Hum Genet

2016

Riepilogo:

La disabilità intellettiva può essere causata da mutazioni nel gene BCL11A, coinvolto nello sviluppo cerebrale.

Queste mutazioni alterano la normale funzione della proteina e causano deficit cognitivi e sociali, nonché microcefalia.

Gli studi sui topi confermano questi effetti e mostrano anomalie nell'espressione dei geni cerebrali.

Studio di Angela Peron et al.
Eur J Hum Genet

2025

Riepilogo:

Il disturbo dello sviluppo intellettivo correlato al gene BCL11A presenta caratteristiche comuni quali disabilità intellettiva, microcefalia, ipotonia e disturbi comportamentali, tra cui l'autismo.

Lo studio condotto su 77 pazienti identifica numerosi tipi di mutazioni e mette in luce un nuovo sintomo:

una disregolazione autonoma.

Inoltre, dimostra che alcune mutazioni sono associate a forme più gravi e sottolinea il ruolo chiave di BCL11A nello sviluppo cerebrale, risultando utile per la diagnosi e il monitoraggio.

Database:

  • Orphanet (database europeo dedicato alle malattie rare)

Codice Orpha: 619233

https://www.orpha.net/fr/disease/detail/619233#

  • OMIM (database americano incentrato sui geni umani e sulle malattie genetiche)

Codice OMIM: 617101

https://omim.org/entry/617101

I ricercatori che hanno studiato la sindrome

Dr Dias et Dr Logan

Darren Logan

Biografia

Darren Logan ha conseguito un master in biochimica presso l'Università di Bath, prima di intraprendere un dottorato di ricerca presso l'MRC Human Genetics Unit di Edimburgo.

In seguito, si è unito allo Scripps Research Institute di San Diego per la sua ricerca post-dottorato, dove ha ricevuto una borsa di studio Skaggs per studiare le basi genetiche del comportamento.

All'inizio del 2010, è entrato a far parte del Wellcome Sanger Institute di Cambridge come membro del programma sugli organismi modello. Il suo team ha studiato i geni che permettono ai mammiferi di rilevare, interpretare e rispondere in modo appropriato agli stimoli ambientali. Durante questo periodo, il suo team ha lavorato su geni candidati coinvolti nella disabilità intellettiva, tra cui TRAPPC9, KPTN e BCL11A, un lavoro che ha portato alla descrizione di una patologia ora nota come sindrome di Dias-Logan.

Nel 2013 è stato nominato ricercatore junior presso l'EMBO, per poi affiancare al suo ruolo presso il Sanger Institute un incarico al Monell Chemical Senses Center di Filadelfia.

Nel 2016, Darren è entrato a far parte di Mars Incorporated presso il Waltham Petcare Science Institute dove, in qualità di Direttore della Ricerca, guida un team multidisciplinare di oltre 90 ricercatori e veterinari, con l'obiettivo di migliorare la salute e il benessere degli animali domestici e dei loro proprietari.

Nel 2024 è stato promosso a Vicepresidente della Ricerca presso Mars, con la responsabilità dei programmi di ricerca globali e a lungo termine che riguardano salute e benessere, sostenibilità, intelligenza artificiale e sicurezza alimentare.

Nel corso della sua carriera, Darren ha pubblicato oltre 75 articoli scientifici, tenuto centinaia di conferenze e presentazioni e contribuito allo sviluppo di innovazioni integrate in prodotti e servizi utilizzati da milioni di persone.

Cristina Dias

Biografia

La dottoressa Cristina Dias è un medico con oltre 25 anni di esperienza. Come genetista clinica, ha esercitato in Europa, Canada e Regno Unito, dove attualmente risiede.

Attualmente è medico-ricercatrice e responsabile di team presso il King's College di Londra, dove dirige il gruppo di ricerca sulle malattie rare e i disturbi dello sviluppo neurologico, il RDND Lab. È anche consulente genetista clinica presso il Guy's and St Thomas' NHS Foundation Trust.

Cristina ha iniziato a lavorare sul gene BCL11A durante il suo dottorato clinico presso l'Università di Cambridge e il Wellcome Sanger Institute. Il suo lavoro ha portato alla definizione del disturbo dello sviluppo correlato al gene BCL11A, noto anche come sindrome di Dias-Logan.

Da allora, ha continuato a contribuire a una migliore comprensione di questa patologia, sia nella sua pratica clinica che all'interno del suo laboratorio di ricerca.

Il laboratorio RDND si propone di comprendere in che modo le mutazioni genetiche possano causare differenze nello sviluppo cerebrale, con conseguenti disturbi dello sviluppo intellettivo e difficoltà di apprendimento.

Questo lavoro comprende la ricerca traslazionale con pazienti affetti da disturbi del neurosviluppo, nonché la ricerca di base che utilizza modelli cellulari, incluse cellule prelevate dai pazienti, per riprodurre e studiare lo sviluppo cerebrale in laboratorio.

L'obiettivo generale di Cristina e del suo team è quello di creare un collegamento tra la ricerca in biologia umana e lo studio approfondito di gruppi di pazienti, al fine di migliorare la conoscenza e l'assistenza clinica per i pazienti e le famiglie colpiti da malattie rare.

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